dom 14 set 2008
Rimaniamo poveri e ignoranti, lo vuole il Papa!
Inserito da Tiziano in: Postille, Riflessioni, Società

Il Papa dalla Francia dice (fonte Corriere della Sera):
Il denaro, la sete dell’avere, del potere e persino del sapere non hanno forse distolto l’uomo dal suo Fine vero?
Primo punto: il denaro, la sete dell’avere.
Ma da quale pulpito viene la predica. Ci vuole la sua bella faccia tosta a dirlo basta guardare quello che porta addosso, ma se non bastasse andiamo a vedere che il 20% del patrimonio immobiliare italiano è in mano alla chiesa, leggete quest’articolo per maggiori dettagli.
E che dire dell’esenzione dall’ICI per tutti i loro beni?
Per questi motivi quando compilate la dichiarazione dei redditi ricordate bene a chi versate l’8 per mille. Perchè se non scegliete, qualcuno sceglierà per voi. Quel qualcuno è uno Stato non laico e uno Stato Estero che ciuccia i soldi italiani, cioè il Vaticano. Ne avevo già parlato in questo mio articolo.
Secondo punto: il potere.
Ma cosa devo aggiungere se non che attraverso 2.000 anni di storia hanno espresso il loro potere attraverso la religione, soggiogando le popolazioni con la paura dell’inferno. Hanno bruciato e arso vive nel rogo della loro religione migliaia di donne. Ci hanno messo 500 anni per chiedere scusa a Galileo Galilei. Con le crociate cosa hanno fatto poi, se non espresso il loro potere. E lo IOR, la democrazia cristiana e…
Sono solo degli esempi che tutti sappiamo ma che è bene ricordare.
Terzo punto: il sapere.
Qui sono andato su tutte le furie. Il sapere è un idolo? Della serie più siamo ignoranti è meglio è per chi detiene il potere. Meno sappiamo meglio governano, meno domande ci poniamo e meglio è per chi “non ha l’idolo del potere” ma il potere stesso.
La Treccani scrive rispetto alla parola sapere:
Essere a conoscenza di un fatto, di una informazione, di un modo di essere. L’insieme delle conoscenze che si sono acquisite con lo studio o attraverso l’esperienza, o che comunque si possiedono
Questo è un idolo secondo il Papa?
La capacità di pensare con la propria testa (anche sbagliando) mette ancora così paura alla chiesa, non dobbiamo rielaborare le nostre esperienze dobbiamo credere in quello che loro ci dicono. Per secoli ci hanno asservito al potere attraverso l’ignoranza e nel settembre 2008 a Parigi c’è ancora un pastore di anime tedesco che ci vuol convincere che è meglio non correre dietro al sapere perchè è un falso idolo e che questo ci devia dal nostro vero fine.
I filosofi hanno sbagliato tutto, gli scienziati hanno sbagliato tutto, farsi domande per conoscere e sapere è sbagliato per il papa.
Io so di non sapere (da Platone, Apologia di Socrate) ma non per questo smetterò di provare a conoscere, aggiungo.






















settembre 19th, 2008 at 19:42
Per quanto riguarda il sapere, mi viene da pensare alla splendida figura, nel romanzo “Il nome della rosa”, di Guglielmo da Baskerville, arso dalla sete del sapere, e a tutti gli altri che lo accusavano di questa sua sete e dell’eccessivo uso dell’intelletto, causa per lui di qualche processo.
Il romanzo è ambientato nel Medioevo.
settembre 19th, 2008 at 20:56
Un piacere averti qui Aldo, conosco il romanzo e trovo molto attinente quanto hai scritto con il mio articolo. Grazie