Si, buon Solstizio d’Estate in ritardo, perchè oggi mi è venuto in mente, anche questo in ritardo, di una tradizione del Maceratese: l’acqua di San Giovanni.

Sicuramente non è solo maceratese, ma non vorrei dire sciocchezze perciò mi tengo su quello che conosco.

E’ una bellissima tradizione che la notte prima di San Giovanni, il 24 giugno, si raccoglievano delle erbe, per la maggior parte piante profumate. Poi alla sera queste venivano messe in un recipiente e coperte d’acqua. Rimanevano, possibilmente all’aperto, immerse nell’acqua tutta la notte, poi al mattino, tolte le piante, l’acqua veniva usata per lavarsi almeno il viso o anche tutto il corpo.

Mi è sempre piaciuta quest’acqua così naturalmente profumata, delicata e soave, Per me da piccolo era solo una tradizione e non aveva nessun significato se non quello che mi veniva detto: “porta bene”. Poi crescendo pur facendolo solo per il piacere di queste essenze mi è venuto in mente che un significato era quello di ripulirsi prima della nuova stagione.

Questa fase di cambiamento che per tutte le popolazioni erano momenti importanti, poi la “civiltà cristiana” ha modificato queste tradizioni millenarie appropriandosene e “santificandole” cioè mettendo appiccicato sopra una qualche loro icona.

Le piante principali usate per quest’acqua erano: lavanda, salvia, camomilla, iperico (non è profumata ma è l’erba di San Giovanni per tradizione, salvia, rosmarino, foglie di quercia, ginestra,.. e poi tutte quelle che si possono trovare e che hanno un buon profumo.


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