Mi piace leggere, e senza falsa modestia, penso proprio che alzo la media dei libri letti dagli italiani. Forse, però, non aiuto le statistiche, se queste considerano i libri venduti, perché spesso i testi che leggo sono in prestito da amici o dalle biblioteche pubbliche.
Mi capita molte volte di divorare un libro perché è piacevole, o scritto bene o per la storia avvincente, leggendo magari fino a tardi. Ma una cosa che ho notato è il vuoto…

Il vuoto che si crea dopo aver terminato un bel libro, dopo aver assaporato la sua storia, dopo essere stato coinvolto dalle emozioni trasmesse, dopo essersi immerso nella vita del testo.

Il vuoto che resta dopo è un vuoto pieno, Si, è pieno, dell’aver metabolizzato il contenuto del libro, ma è vuoto perchè la storia è finita e sento il bisogno di una nuova storia che mi coinvolga nel vortice delle parole.

E’ una sensazione piacevole, l’aver aperto la porta ha nuovi punti di vista o di aver allargato i propri limiti mentali ed emotivi attraverso una buona lettura. Ma allo stesso tempo è un sensazione di vuoto…

Sarò mica libro-dipendente?

Sinceramente poco mi importa, meglio essere dipendente dalla lettura che dalla tv governativa, nel senso che che governa le menti e… Palazzo Chigi.


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